Investire nel fotovoltaico consente di ridurre i consumi energetici, aumentare l’autonomia rispetto alla rete e contenere nel tempo i costi dell’energia. A questi benefici si aggiunge la possibilità di accedere a diverse forme di contributo, incentivo, finanziamento agevolato o agevolazione fiscale.
Il quadro attuale non è però costituito da un unico “bonus fotovoltaico”. Le opportunità cambiano in base al territorio, alla tipologia di beneficiario, alle caratteristiche dell’immobile e alla finalità dell’investimento.
Alcune misure finanziano direttamente impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e progetti di autoconsumo. Altre permettono di inserire il fotovoltaico all’interno di programmi più ampi di efficientamento energetico, riqualificazione degli immobili o investimento produttivo.
La verifica preliminare
Prima di scegliere l’agevolazione è necessario verificare consumi energetici, codice ATECO, sede dell’investimento, disponibilità dell’immobile, caratteristiche tecniche, spese e tempistiche.
Occorre inoltre distinguere tra misure già operative, strumenti disponibili fino a esaurimento delle risorse e bandi per i quali è necessario monitorare l’apertura di nuovi sportelli.
Il supporto di Innovation Machine
Innovation Machine affianca imprese ed enti attraverso consulenze energetiche e strategiche, perizie e relazioni tecniche, verifica dei requisiti e individuazione delle opportunità più adatte.
Il team si occupa inoltre della gestione delle domande per l’ottenimento dei contributi, dalla valutazione preliminare alla predisposizione della documentazione, fino al monitoraggio della pratica e alla rendicontazione.
Consulta le agevolazioni qui:
Nella sezione seguente sono riportati gli strumenti attualmente attivi e aggironati.
Cliccando sul titolo di ciascuna misura è possibile visualizzare beneficiari, interventi finanziabili, agevolazioni, scadenze e condizioni di accesso.
A. BANDI DIRETTI PER FOTOVOLTAICO, ACCUMULO O AUTOCONSUMO
Classificazione FV: FV diretto / FV diretto per autoconsumo: il bando finanzia nuovi impianti fotovoltaici, potenziamento di impianti FV esistenti, sistemi di accumulo e sistemi di monitoraggio connessi all’autoproduzione.
Spiegazione: È il canale regionale più chiaro oggi per le imprese FVG: il fotovoltaico è oggetto diretto del progetto finanziabile e deve essere dimensionato sul fabbisogno energetico annuo dell’impresa.
Come proporlo: Da proporre subito alle imprese con sede o unità locale in FVG, consumi elettrici significativi e investimento non ancora avviato. Prima di promettere il contributo occorre verificare settore, ATECO, sede/unità locale, consumi, potenza, punteggio minimo e ordine cronologico.
Tipologia: Regionale – contributo a fondo perduto.
Ente gestore: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio industria e artigianato.
Area geografica: Friuli Venezia Giulia.
Stato: Aperto / utilizzabile subito.
Livello di certezza: Alta: fonte ufficiale regionale, FV e accumulo citati espressamente.
Apertura: 20 luglio 2026.
Scadenza: 30 settembre 2026.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta.
Fonte ufficiale: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/industria/FOGLIA181/
Beneficiari: Micro, piccole, medie e grandi imprese dei settori manifatturiero, terziario e costruzioni, anche consorzi, società consortili e reti con soggettività giuridica, secondo regolamento. La sede o unità locale oggetto dell’intervento deve essere in FVG; è prevista la possibilità di aprire la sede/unità locale in FVG prima della liquidazione/rendicontazione, nei limiti del bando.
Interventi ammessi: Acquisto e installazione di nuovi impianti fotovoltaici o potenziamento di impianti FV preesistenti, finalizzati alla produzione e all’autoconsumo di energia elettrica da FER, con potenza nominale non superiore a 5.000 kWp; sistemi di accumulo collegati; sistemi intelligenti di monitoraggio e gestione dell’energia, inclusa domotica.
Agevolazione: Contributo a fondo perduto. Intensità: fino al 50% per micro/piccole imprese, 40% medie, 30% grandi per la quota fino a 1.000 kWp; aliquote ridotte per potenze superiori. Concessione a sportello valutativo fino a esaurimento risorse.
Spese ammissibili: Fornitura e installazione FV nuovo, opere edili e impiantistiche strettamente necessarie, inverter, quadri, cablaggi, strutture, cabine, dispositivi di sicurezza, hardware/software/cablaggi per monitoraggio; accumuli nuovi; progettazione, relazioni tecniche, direzione lavori, collaudo, connessione e adeguamento infrastruttura di rete nei limiti del bando.
Limiti spesa: Spesa minima ammissibile 20.000 euro; contributo massimo 500.000 euro per impresa. Limiti unitari indicati dal bando: FV nel limite di 1.400 €/kWp; accumulo nel limite di 1.000 €/kWh e capacità non superiore a due volte la potenza dell’impianto FV.
Vincoli principali: Progetto da avviare dopo la domanda; un solo progetto in un’unica sede/unità locale; produzione attesa non superiore al fabbisogno annuo con tolleranza 15%; punteggio minimo 12/32; conclusione, spesa e rendicontazione entro 15 mesi dal decreto di concessione, salvo proroga massima 6 mesi; mantenimento attività in FVG 3 anni per PMI e 5 anni per grandi imprese.
Documenti richiesti: Domanda IOL, preventivi, relazione tecnica, consumi/bollette, attestazione fabbisogno energetico, documentazione impianto e accumulo, titolo disponibilità sede, DURC, visura, dichiarazioni aiuti, dichiarazioni DNSH ove richieste, schede tecniche e documenti per punteggio.
Valutazione operativa: Priorità commerciale assoluta fino al 30 settembre 2026: è il bando aperto più diretto per imprese con FV/accumulo.
Cliente ideale: Impresa FVG con capannone/tetto disponibile, consumi elettrici elevati, progetto non avviato e investimento almeno pari a 20.000 euro.
Azione consigliata: Contattare subito clienti FVG manifattura, servizi, logistica, commercio/terziario e costruzioni; raccogliere bollette, POD, preventivo tecnico e ATECO.
Esempio: Una PMI del terziario in FVG installa FV su copertura aziendale con batteria e sistema di monitoraggio per autoconsumare energia. La pratica va presentata prima dell’ordine e l’impianto deve essere dimensionato sui consumi annui.
Classificazione FV: FV diretto: il bando finanzia specificamente fotovoltaico e sistemi di accumulo per unità residenziali.
Spiegazione: Il fotovoltaico e l’accumulo sono interventi direttamente ammessi. La domanda, però, è presentabile solo dopo lavori completamente conclusi e pagati, con dichiarazione di conformità disponibile.
Come proporlo: Da proporre in modo urgente solo a privati FVG che hanno già chiuso o stanno chiudendo lavori e pagamenti entro la scadenza.
Tipologia: Regionale – contributo a fondo perduto.
Ente gestore: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Area geografica: Friuli Venezia Giulia.
Stato: Aperto, ma in chiusura.
Livello di certezza: Alta: fonte ufficiale regionale e FV/accumulo citati espressamente.
Apertura: 22 febbraio 2023, ore 9:00.
Scadenza: 15 settembre 2026, ore 16:00.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta e in chiusura.
Fonte ufficiale: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/famiglia-casa/casa/FOGLIA23/
Beneficiari: Persone fisiche proprietarie o titolari di diritti reali/personali di godimento formalmente riconosciuti con atto registrato riferito a unità immobiliare residenziale in FVG e intestatarie/cointestatarie delle fatture.
Interventi ammessi: Acquisto e installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo a servizio di unità immobiliari residenziali in FVG.
Agevolazione: Contributo regionale a sportello secondo importi e massimali del bando.
Spese ammissibili: Impianto FV, accumulo, lavori correlati, sistemi di gestione e monitoraggio energetico, spese tecniche, istruttoria, gestione pratica, sicurezza e IVA se ammissibile.
Limiti spesa: Massimali indicati nel bando per tipologia/potenza; una domanda per ciascuna tipologia di intervento e vincoli su cumulo e precedenti incentivi.
Vincoli principali: Domanda solo se lavori completamente finiti e pagati; dichiarazione di conformità necessaria; titolo immobile registrato prima della domanda; attenzione a cumulo e a impianti già incentivati.
Documenti richiesti: Fatture, quietanze/pagamenti, dichiarazione conformità, dati catastali, titolo immobile, schede tecniche, eventuali autorizzazioni, marca da bollo/documentazione da conservare.
Valutazione operativa: Canale prioritario ma molto urgente: adatto a pratiche già mature, non a clienti che devono ancora decidere l’investimento.
Cliente ideale: Privato FVG con casa residenziale, impianto installato o ultimabile subito, fatture e pagamenti tracciati.
Azione consigliata: Verificare immediatamente fine lavori, pagamento, conformità e scadenza.
Esempio: Un privato FVG ha installato un impianto FV con batteria e ha già pagato le fatture. Può presentare domanda entro il 15 settembre se la documentazione è completa.
Classificazione FV: FV diretto: il bando finanzia FV e accumulo in ambito condominiale.
Spiegazione: La misura riguarda l’acquisto e installazione di impianti FV e sistemi di accumulo per condomìni, con massimali specifici per potenza e accumulo.
Come proporlo: Da proporre ad amministratori e condomìni con consumi delle parti comuni o progetti di condivisione energetica; serve anticipare la parte assembleare e documentale.
Tipologia: Regionale – contributo a fondo perduto.
Ente gestore: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Area geografica: Friuli Venezia Giulia.
Stato: Aperto / utilizzabile subito.
Livello di certezza: Alta: fonte ufficiale regionale e FV/accumulo citati espressamente.
Apertura: 30 marzo 2023, ore 9:00.
Scadenza: ND – non pubblicata alla data dell’aggiornamento; il canale non risulta chiuso alla data del controllo.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta.
Fonte ufficiale: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/famiglia-casa/casa/FOGLIA24/
Beneficiari: Condomìni ubicati in Friuli Venezia Giulia, tramite amministratore o soggetto abilitato, secondo regole del bando.
Interventi ammessi: Impianti FV e sistemi di accumulo a servizio delle parti comuni o di configurazioni ammesse dal bando, inclusi impianti di diverse taglie.
Agevolazione: Incentivo pari al 40% del costo sostenuto entro i massimali indicati dal bando.
Spese ammissibili: Acquisto e installazione FV, accumulo, lavori correlati, eventuali prescrizioni tecniche, gestione e monitoraggio, spese tecniche e documentazione richiesta.
Limiti spesa: Massimali per potenza: plug and play/sotto 800 W, 800 W–6 kW, oltre 6 kW–20 kW; accumulo con massimale €/kWh; cumulo ammesso nei limiti della spesa complessiva sostenuta, con attenzione al Superbonus.
Vincoli principali: Domanda online; procedura a sportello; necessarie dichiarazioni di conformità o certificazione unica per impianti sotto 800 W; dati catastali e condominiali; attenzione a delibere, deleghe e disponibilità delle superfici.
Documenti richiesti: Delibera assembleare, deleghe, dati condominio, dati catastali, IBAN, fatture, pagamenti, dichiarazione conformità, schede tecniche, eventuali autorizzazioni.
Valutazione operativa: Interessante ma richiede tempi amministrativi condominiali: utile aprire subito raccolta dati e percorso di delibera.
Cliente ideale: Condominio con consumi elettrici di parti comuni, tetto idoneo e amministratore collaborativo.
Azione consigliata: Fare pre-check tecnico e predisporre delibera/mandato prima della progettazione definitiva.
Esempio: Un condominio installa FV per luci scale, ascensore e pompe comuni con eventuale accumulo. La domanda può essere gestita dall’amministratore se la documentazione è completa.
Classificazione FV: FV diretto: il bando finanzia impianti FV e sistemi di accumulo per soggetti ecclesiastici/residenziali ammessi.
Spiegazione: La misura ammette acquisto e installazione di FV e accumulo per immobili residenziali ammessi riconducibili a parrocchie/enti ecclesiastici o soggetti residenti negli immobili.
Come proporlo: Da proporre in urgenza a parrocchie ed enti ecclesiastici, ma solo se l’unità è ammissibile e non usata per attività economica esclusa.
Tipologia: Regionale – contributo a fondo perduto.
Ente gestore: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Area geografica: Friuli Venezia Giulia.
Stato: Aperto, ma in chiusura.
Livello di certezza: Alta: fonte ufficiale regionale e FV/accumulo citati espressamente.
Apertura: 25 maggio 2023, ore 9:00.
Scadenza: 15 settembre 2026, ore 16:00.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta e in chiusura.
Fonte ufficiale: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/famiglia-casa/casa/FOGLIA25/
Beneficiari: Parrocchie ed enti ecclesiastici con sede in FVG, tramite legale rappresentante, e soggetti residenti/titolari di diritto reale o personale di godimento in unità immobiliari di tali enti, secondo condizioni del bando.
Interventi ammessi: Acquisto e installazione di impianti FV e sistemi di accumulo di energia elettrica a servizio di unità immobiliari residenziali ammesse.
Agevolazione: Contributo regionale a sportello secondo bando.
Spese ammissibili: Fornitura e installazione FV/accumulo, lavori correlati, monitoraggio, spese tecniche, istruttoria, sicurezza e IVA se ammissibile.
Limiti spesa: Massimali del bando per tipologia/potenza; una domanda per stessa tipologia e unità; spese sostenute a partire dal 1° novembre 2022.
Vincoli principali: Domanda online entro scadenza; unità immobiliare non deve essere utilizzata per attività economica esclusa; titolo registrato prima della domanda; verificare vincoli storici, paesaggistici e autorizzativi.
Documenti richiesti: Titolo immobile, dati catastali, residenza se rilevante, fatture, pagamenti, dichiarazione conformità, schede tecniche, eventuali autorizzazioni/nulla osta.
Valutazione operativa: Buona opportunità per immobili residenziali ecclesiastici, ma finestra molto stretta.
Cliente ideale: Parrocchia o ente ecclesiastico con canonica/immobile residenziale energivoro e lavori già conclusi o rapidamente concludibili.
Azione consigliata: Verificare subito destinazione d’uso, residenza, vincoli e stato lavori.
Esempio: Una parrocchia installa FV sul tetto della canonica. Se l’immobile rientra nel bando e i lavori sono completati, la domanda va inviata entro il 15 settembre.
Classificazione FV: FV diretto territoriale / FV collegato a sviluppo sostenibile: la scheda ufficiale cita espressamente installazione di impianti fotovoltaici o solari termici.
Spiegazione: Misura locale per investimenti piccoli. Il FV è citato come esempio di spesa ammissibile nell’ambito dello sviluppo sostenibile.
Come proporlo: Da proporre solo alle micro/piccole imprese nei Comuni del Distretto Cellina Meduna e con ATECO ammessi.
Tipologia: Locale/regionale – contributo a fondo perduto distrettuale.
Ente gestore: Distretto del Commercio Cellina Meduna / LavoroImpresa FVG.
Area geografica: Comuni del Distretto Cellina Meduna: Andreis, Arba, Barcis, Cavasso Nuovo, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Fanna, Frisanco, Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, Sequals, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Vajont, Vivaro.
Stato: Aperto / utilizzabile subito.
Livello di certezza: Alta per apertura e citazione FV; ammissibilità concreta dipende da sede, ATECO e massimali.
Apertura: 4 maggio 2026, ore 9:00.
Scadenza: 31 dicembre 2026, ore 12:00.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta.
Fonte ufficiale: https://www.lavoroimpresa.fvg.it/portale/incentivi_dettaglio.aspx?BK=T&GUID=028d4d11-ccc3-429f-952d-6f9b377687ce
Beneficiari: Micro e piccole imprese commerciali, turistiche, di servizio e artigianato con sede o unità operativa nel Distretto e attività economica ammessa.
Interventi ammessi: Acquisto/attivazione di impianti e sistemi tecnologici per digitalizzazione e sviluppo sostenibile; esempi espressi: sostituzione attrezzature con equivalenti a maggiore efficienza, installazione di impianti fotovoltaico o solari termici, attrezzature per gestione/smaltimento rifiuti.
Agevolazione: Contributo pari al 50% della spesa ammissibile.
Spese ammissibili: Impianti FV/solari termici, attrezzature efficienti e sistemi tecnologici ammissibili.
Limiti spesa: Spesa ammissibile da 1.000 a 10.000 euro; contributo massimo 5.000 euro.
Vincoli principali: Vincolo territoriale forte; ATECO ammessi; rispetto de minimis; documentazione tecnica e spese coerenti con le finalità del bando.
Documenti richiesti: Domanda, visura, ATECO, preventivi/fatture, pagamenti, schede tecniche, documentazione sede, dichiarazioni de minimis e documenti richiesti dal bando.
Valutazione operativa: Ottimo per micro-investimenti; non adatto a impianti FV medio-grandi per massimali contenuti.
Cliente ideale: Bar, negozio, servizio o artigiano nel distretto con piccolo impianto FV/solare o investimento sostenibile.
Azione consigliata: Screening immediato di Comune, sede e ATECO; poi verifica importo e preventivo.
Esempio: Un negozio a Maniago installa un piccolo impianto FV per ridurre i consumi elettrici. Il bando può coprire il 50% entro il massimale.
Classificazione FV: FV diretto per CER/autoconsumo: nuovi impianti FER, incluso FV, sono il presupposto tecnico per produrre energia condivisa incentivata.
Spiegazione: Non è un contributo sul solo pannello: incentiva l’energia condivisa nelle configurazioni ammesse, con possibile contributo PNRR in conto capitale nei casi previsti.
Come proporlo: Da proporre a Comuni, parrocchie, PMI, cooperative, condomìni e gruppi di utenze nella stessa cabina primaria, partendo da mappa cabina, POD e governance.
Tipologia: Nazionale/GSE – tariffa incentivante per autoconsumo diffuso e possibile contributo PNRR.
Ente gestore: GSE.
Area geografica: Italia, inclusi FVG e Veneto.
Stato: Operativo / utilizzabile subito per configurazioni ammissibili.
Livello di certezza: Alta per tariffa e regole generali; il contributo PNRR va verificato caso per caso rispetto a contingenti, Comune e requisiti.
Apertura: Portale GSE operativo dal 2024.
Scadenza: Tariffa richiedibile fino al trentesimo giorno successivo al raggiungimento del contingente di 5 GW e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Contributo PNRR secondo disponibilità e regole GSE.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già operativa.
Fonte ufficiale: https://www.gse.it/servizi-per-te/autoconsumo/gruppi-di-autoconsumatori-e-comunita-di-energia-rinnovabile
Beneficiari: Comunità energetiche rinnovabili, gruppi di autoconsumatori, autoconsumatori individuali a distanza e configurazioni previste dal TIAD e dalle regole GSE.
Interventi ammessi: Nuovi impianti FER, inclusi FV, inseriti in configurazioni di autoconsumo diffuso; impianti e POD collegati alla configurazione ammessa.
Agevolazione: Tariffa premio sull’energia condivisa per 20 anni; contributo PNRR fino al 40% dei costi ammissibili ove applicabile.
Spese ammissibili: Impianti FER/FV, connessione, sistemi di misura, pratiche, progettazione, governance CER e altri costi ammessi dalle regole PNRR/configurazione.
Limiti spesa: Perimetro cabina primaria; potenze e date secondo regole CACER; Comune sotto soglia per PNRR ove richiesto; limiti di cumulo.
Vincoli principali: Governance corretta; impianti nuovi/ammissibili; rispetto cabina primaria; registrazione e mandato GSE; cumulo; tempi entrata in esercizio.
Documenti richiesti: Statuto/regolamento CER, POD, cabina primaria, progetto impianto, connessione, mandati, consumi, dati catastali/sede, schede tecniche, contratti e documenti GSE.
Valutazione operativa: Strategica per progetti territoriali, enti religiosi, aree produttive e condomìni; richiede coordinamento giuridico, tecnico ed energetico.
Cliente ideale: Comune, parrocchia, cooperativa, gruppo imprese o condominio con più POD e produzione FV condivisibile.
Azione consigliata: Partire da verifica cabina primaria, mappa consumi e bozza governance.
Esempio: Una parrocchia, un Comune e alcune PMI nella stessa cabina primaria costituiscono una CER e collegano un nuovo impianto FV. L’incentivo valorizza l’energia condivisa.
Classificazione FV: FV diretto fiscale: detrazione fiscale per installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete e sistemi di accumulo integrati.
Spiegazione: Non è un bando a fondo perduto, ma una detrazione fiscale nazionale. È rilevante per clienti residenziali quando non c’è contributo diretto o per valutare cumulo/alternativa.
Come proporlo: Da proporre solo dopo verifica della capienza fiscale, titolarità immobile, pagamenti e cumulo con contributi regionali.
Tipologia: Nazionale – detrazione fiscale edilizia.
Ente gestore: Agenzia delle Entrate.
Area geografica: Italia.
Stato: Operativo come misura fiscale.
Livello di certezza: Alta per ammissibilità generale FV/accumulo; aliquote e limiti vanno verificati sul singolo anno, contribuente e immobile.
Apertura: Misura fiscale vigente per spese ammissibili secondo normativa dell’anno di sostenimento.
Scadenza: 31 dicembre 2026 per le regole 2026 salvo modifiche normative.
Uscita prevista/stimata: ND – misura fiscale vigente.
Fonte ufficiale: https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it/portale/quadro-e-oneri-e-spese
Beneficiari: Persone fisiche e soggetti ammessi alle detrazioni edilizie su immobili residenziali, secondo requisiti fiscali.
Interventi ammessi: Installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica e sistemi di accumulo integrati negli impianti fotovoltaici.
Agevolazione: Detrazione fiscale in quote annuali secondo normativa vigente e profilo del contribuente.
Spese ammissibili: Fornitura e posa impianto FV, accumulo, opere collegate, progettazione, pratiche e costi ammessi fiscalmente.
Limiti spesa: Massimali fiscali, capienza fiscale, regole abitazione principale/altro immobile, eventuali limiti per redditi elevati, cumulo con incentivi pubblici.
Vincoli principali: Pagamenti corretti, documentazione, dati catastali, eventuali comunicazioni ENEA se richieste, conservazione fatture/bonifici, cumulo entro limiti.
Documenti richiesti: Fatture, bonifici parlanti, dati catastali, titolo immobile, schede tecniche, dichiarazioni installatore, eventuali comunicazioni/abilitazioni edilizie.
Valutazione operativa: Pista sempre da considerare per residenziale, ma non sostituisce una verifica fiscale.
Cliente ideale: Privato con capienza fiscale e immobile residenziale.
Azione consigliata: Confrontare Bonus Casa con contributo FVG e altri incentivi prima di definire l’offerta.
Esempio: Un proprietario installa FV con batteria e paga correttamente tramite canali fiscali previsti. Se ha capienza fiscale e requisiti, recupera la detrazione negli anni.
B. MISURE DOVE IL FOTOVOLTAICO PUÒ RIENTRARE, MA COLLEGATO AD ALTRO
Queste misure non vanno presentate come “bando FV puro”. Il FV va agganciato al progetto principale indicato nella classificazione e verificato voce per voce.
Classificazione FV: FV collegato a efficientamento: FV/FER e accumulo sono ammessi solo dentro un progetto che includa efficientamento del ciclo produttivo e/o degli immobili aziendali.
Spiegazione: Il FV può rientrare come energia rinnovabile per autoconsumo o per alimentare cicli produttivi, ma non basta installare pannelli: serve riduzione energetica misurabile e diagnosi.
Come proporlo: Da proporre a imprese venete con consumi significativi e progetto integrato di efficienza energetica. Non presentare come bando FV puro.
Tipologia: Regionale/PR FESR – finanziamento agevolato con quota agevolativa/contributiva secondo scheda operativa.
Ente gestore: Regione Veneto / Veneto Innovazione.
Area geografica: Veneto.
Stato: Aperto / sportello operativo fino a esaurimento risorse.
Livello di certezza: Alta per apertura e ammissibilità FER/FV; il progetto deve rispettare diagnosi e riduzione minima.
Apertura: 10 marzo 2025, ore 15:30.
Scadenza: ND – fino a esaurimento risorse, salvo chiusure o sospensioni ufficiali.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta.
Fonte ufficiale: https://agevolazioni.venetoinnovazione.it/index.php/finanza-agevolata/fondo-di-partecipazione-pr-veneto-fesr-2021-2027?catid=24%3Aveneto-innovazione-finanza-agevolata&id=319%3Aefficientamento-energetico-imprese-azione-2-1-2&view=article
Beneficiari: Imprese con sedi operative oggetto dell’investimento ubicate in Veneto, secondo requisiti del fondo.
Interventi ammessi: Efficientamento del ciclo produttivo; efficientamento energetico degli immobili aziendali; impianti di energie rinnovabili per autoconsumo e/o per energia necessaria ai cicli produttivi, compresi accumuli, solo dentro progetto con interventi A e/o B.
Agevolazione: Strumento finanziario regionale con componente agevolata/contributiva secondo regolamento e scheda operativa.
Spese ammissibili: Opere edili connesse all’efficientamento, macchinari e impianti, servizi esterni, diagnosi/relazione energetica, FV/solare termico e accumulo se coerenti.
Limiti spesa: Serve diagnosi energetica ante intervento e riduzione di almeno il 30% del consumo di energia primaria o emissioni. Produzione FER non superiore al fabbisogno energetico indicato in diagnosi; accumulo deve assorbire almeno il 75% dell’energia da impianto rinnovabile collegato.
Vincoli principali: Investimenti avviati dopo domanda; DNSH; sede Veneto; progetto integrato; bancabilità; cumulo; rendicontazione tecnica.
Documenti richiesti: Diagnosi energetica, bollette/consumi 2023, preventivi, relazione tecnica, visura, bilanci, DURC, documenti sede, dichiarazioni DNSH e aiuti.
Valutazione operativa: È il canale veneto principale per FV in autoconsumo, purché agganciato a efficienza misurabile.
Cliente ideale: PMI/impresa veneta energivora con capannone, interventi su ciclo produttivo o immobile e FV dimensionato sui consumi.
Azione consigliata: Fare pre-check energetico e finanziario prima di incaricare progettazione definitiva.
Esempio: Una PMI veneta sostituisce impianti energivori e installa FV con accumulo. Il FV entra perché il progetto dimostra almeno il 30% di risparmio/riduzione.
Classificazione FV: FV collegato a efficientamento / da validare: il bando è aperto e ammette sistemi per l’accrescimento dell’efficienza energetica, ma la pagina ufficiale non cita espressamente “fotovoltaico” o “accumulo”.
Spiegazione: Correzione importante: il bando CATT è aperto. Va inserito tra le misure aperte, ma non va venduto come bando FV puro. Un eventuale FV può essere valutato solo se CATT lo accetta come sistema di efficienza energetica o parte di intervento sugli immobili commerciali.
Come proporlo: Da proporre ai clienti del commercio/terziario FVG come bando per ristrutturazione, straordinaria manutenzione ed efficienza energetica; per FV serve verifica preventiva scritta o istruttoria con CATT.
Tipologia: Regionale – contributo a fondo perduto/de minimis per commercio e rete distributiva.
Ente gestore: CATT FVG per Regione FVG.
Area geografica: Friuli Venezia Giulia.
Stato: Aperto / utilizzabile subito, ma FV non esplicito.
Livello di certezza: Alta su apertura e spese per efficienza energetica; media-bassa sull’inserimento FV, perché manca citazione esplicita.
Apertura: 29 giugno 2026, ore 10:00.
Scadenza: 30 novembre 2026, ore 16:00.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta.
Fonte ufficiale: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/commercio-terziario/FOGLIA300/articolo.html
Beneficiari: Micro, piccole e medie imprese commerciali; imprese artigiane solo per interventi e spese attinenti esclusivamente all’attività di vendita e non alla produzione; sede/unità locale FVG.
Interventi ammessi: Lavori di ristrutturazione e straordinaria manutenzione anche finalizzati all’accrescimento dell’efficienza energetica; investimenti per sviluppo e innovazione; promozione; formazione.
Agevolazione: Contributo fino al 50% della spesa ammissibile; fino al 65% per rivendite di generi di monopolio, secondo bando.
Spese ammissibili: Per immobili destinati all’attività commerciale: lavori di ristrutturazione/straordinaria manutenzione, sistemi per l’accrescimento dell’efficienza energetica, barriere architettoniche, spese generali e collaudo collegate.
Limiti spesa: Per interventi sugli immobili: spesa ammissibile da 5.000 a 75.000 euro. Una sola domanda per anno e per unica sede/unità locale.
Vincoli principali: Procedura a sportello in ordine cronologico; de minimis; no cumulo con altri finanziamenti pubblici per stesse spese; rendicontazione entro termini; FV non esplicito da validare prima di impostare il progetto.
Documenti richiesti: Visura, ATECO, documenti sede, preventivi, relazione investimento, titolo immobile/disponibilità, DURC, dichiarazioni de minimis, eventuale dichiarazione conformità/collaudo impianti.
Valutazione operativa: Da reinserire nel Word come aperto, ma con bollino prudenziale. Utilissimo per commercio FVG se si ottiene conferma su FV/impianti energetici.
Cliente ideale: Negozio, pubblico esercizio o attività commerciale FVG con lavori su immobile e progetto di efficienza energetica.
Azione consigliata: Prima di inviare proposta FV: scrivere a CATT o verificare nel regolamento/modulistica se il FV rientra tra i sistemi di efficienza energetica.
Esempio: Un negozio ristruttura l’immobile e vuole ridurre i consumi. Il FV può essere valutato come parte del sistema di efficienza energetica, ma va validato con CATT prima di promettere il contributo.
Classificazione FV: FV collegato a turismo/impianti funzionali / da validare: la misura è aperta e finanzia impianti annessi alle strutture ricettive, ma non cita espressamente FV.
Spiegazione: Il bando è aperto per miglioramento e realizzazione di strutture ricettive. Può essere una pista per impianti energetici solo se l’impianto è funzionale alla struttura turistica e se l’ufficio conferma l’ammissibilità FV.
Come proporlo: Da proporre alle imprese turistiche come riqualificazione struttura/impianti, non come bando FV. Il FV va inserito solo dentro un progetto turistico più ampio e con verifica tecnica preventiva.
Tipologia: Regionale – contributo in conto capitale.
Ente gestore: Regione FVG – Servizio turismo e commercio.
Area geografica: Friuli Venezia Giulia.
Stato: Aperto / utilizzabile subito, ma FV non esplicito.
Livello di certezza: Alta su apertura e finanziamento impianti annessi; media-bassa su FV perché la fonte non cita il fotovoltaico.
Apertura: 15 giugno 2026, ore 10:00.
Scadenza: 15 settembre 2026, ore 16:00.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta.
Fonte ufficiale: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/turismo/FOGLIA350/
Beneficiari: MPMI turistiche FVG: strutture alberghiere, B&B, unità abitative ammobiliate a uso turistico, affittacamere, strutture all’aria aperta, strutture sociali, rifugi, pubblici esercizi annessi, con ATECO e requisiti indicati.
Interventi ammessi: Nuova costruzione, ampliamento, ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria/ordinaria, restauro e risanamento conservativo di strutture ricettive o immobili da destinare a struttura ricettiva, e realizzazione degli impianti annessi da destinare in via esclusiva all’impresa turistica.
Agevolazione: Contributo massimo 50% in de minimis; diverse intensità GBER secondo intervento; contributo massimo 300.000 euro.
Spese ammissibili: Lavori, impianti funzionali alla destinazione turistica, arredi e attrezzature, eventuale acquisto immobili nei limiti del bando.
Limiti spesa: Importo minimo complessivo 20.000 euro se più tipologie di spesa; soglie specifiche per lavori/arredi/immobili; massimale contributo 300.000 euro.
Vincoli principali: Procedura a graduatoria; progetto di fattibilità tecnico-economica; conformità urbanistica; piano sostenibilità finanziaria; FV da validare perché non esplicitato.
Documenti richiesti: Domanda IOL, descrizione progetto con punteggi, PFTE, attestazione conformità urbanistica, piano sostenibilità finanziaria, titolo immobile, preventivi, visura, ATECO, DURC.
Valutazione operativa: Interessante per strutture ricettive con riqualificazione integrata; usare cautela massima sul FV.
Cliente ideale: Hotel, campeggio, B&B, affittacamere o rifugio con lavori impiantistici/riqualificazione e alto consumo elettrico.
Azione consigliata: Chiedere conferma preventiva all’ufficio/tecnico sul FV come impianto annesso e funzionale alla struttura turistica.
Esempio: Un hotel rinnova impianti e camere e valuta FV per alimentare consumi della struttura. Il FV va agganciato alla riqualificazione e confermato come spesa ammessa.
Classificazione FV: FV collegato a investimento produttivo/artigianato / da validare: il bando è aperto e ammette impianti, ma non cita espressamente FV.
Spiegazione: La fonte ufficiale ammette acquisto e installazione di impianti, strumenti e attrezzature nuovi di fabbrica. Il FV può essere valutato solo se considerato impianto strumentale all’attività artigiana e se CATA lo conferma.
Come proporlo: Da proporre agli artigiani come ammodernamento tecnologico, non come bonus fotovoltaico. Serve verifica preliminare con CATA, soprattutto se il preventivo è solo FV.
Tipologia: Regionale – contributo a fondo perduto per artigianato.
Ente gestore: CATA FVG / Regione FVG.
Area geografica: Friuli Venezia Giulia.
Stato: Aperto / utilizzabile subito, ma FV non esplicito.
Livello di certezza: Alta su apertura e voce “impianti”; media-bassa su FV perché non citato espressamente.
Apertura: 31 marzo 2026, ore 10:00.
Scadenza: 31 dicembre 2026, ore 16:00.
Uscita prevista/stimata: ND – misura già aperta.
Fonte ufficiale: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/FOGLIA50/FOGLIA9/
Beneficiari: MPMI, consorzi e società consortili artigiane iscritti all’Albo provinciale delle imprese artigiane da almeno tre anni, con esclusioni/condizioni specifiche.
Interventi ammessi: Ammodernamento tecnologico tramite investimenti in macchinari, impianti, strumenti, attrezzature, hardware, software e beni ammessi dalla linea.
Agevolazione: Contributo a fondo perduto secondo regolamento artigianato e linea CATA.
Spese ammissibili: Acquisto e installazione di macchinari, macchine operatrici prive di targa, impianti, strumenti e attrezzature nuovi di fabbrica di importo unitario pari o superiore a 100 euro, oltre ad altre voci previste.
Limiti spesa: Domanda con contestuale rendiconto per spese sostenute dal 1° gennaio 2025; massimali e percentuali secondo regolamento CATA; pagamenti tracciabili salvo regole per importi minori.
Vincoli principali: Iscrizione AIA almeno 3 anni; polizza catastrofale come requisito; DURC regolare per liquidazione; FV non esplicito da validare con CATA; evitare impianto non strumentale all’attività.
Documenti richiesti: Visura, iscrizione AIA, DURC, polizza catastrofale, fatture, pagamenti, elenco analitico spese, dichiarazioni, preventivi/relazione investimento, schede tecniche.
Valutazione operativa: Pista utile per artigiani con investimento più ampio; non sicura per FV isolato.
Cliente ideale: Laboratorio artigiano con consumo elettrico produttivo e investimenti di ammodernamento.
Azione consigliata: Verificare prima con CATA se il FV rientra tra gli impianti ammissibili nel caso concreto.
Esempio: Un laboratorio artigiano investe in nuovi macchinari e valuta FV a supporto dei consumi produttivi. Il FV non va promesso senza conferma CATA.
Classificazione FV: FV collegato a investimento produttivo: autoproduzione FER e accumulo ammessi solo nel quadro di investimenti 5.0/beni strumentali ammissibili.
Spiegazione: È una misura fiscale/iperammortamento per investimenti produttivi e autoproduzione FER, non un contributo diretto sul solo FV.
Come proporlo: Da proporre alle imprese con piano industriale 5.0, beni strumentali tecnologicamente avanzati e fabbisogno energetico produttivo documentabile.
Tipologia: Nazionale – agevolazione fiscale/iperammortamento.
Ente gestore: MIMIT / GSE per la procedura energetica.
Area geografica: Italia.
Stato: Operativo.
Livello di certezza: Alta su ammissibilità generale autoproduzione FER; serve verifica tecnica/fiscale del progetto.
Apertura: Operativo per investimenti 2026 secondo normativa vigente.
Scadenza: Investimenti secondo finestra del Nuovo Piano Transizione 5.0; verificare cronoprogramma e comunicazioni GSE.
Uscita prevista/stimata: ND – misura operativa.
Fonte ufficiale: https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/nuovo-piano-transizione-5-0-iperammortamento
Beneficiari: Imprese che effettuano investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e, ove ricorrano i requisiti, in autoproduzione FER per autoconsumo.
Interventi ammessi: Beni materiali nuovi per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, anche a distanza, compresi sistemi di stoccaggio, collegati a progetto 5.0.
Agevolazione: Iperammortamento/maggiorazione fiscale secondo aliquote e regole applicabili.
Spese ammissibili: Beni strumentali 5.0, impianti FER, sistemi di stoccaggio, progettazione e documentazione tecnica nei limiti ammessi.
Limiti spesa: Dimensionamento impianti elettrici non oltre il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.
Vincoli principali: Non è bonus FV autonomo; richiede progetto produttivo, requisiti dei beni, autoconsumo, certificazioni, comunicazioni e pratica GSE.
Documenti richiesti: Progetto produttivo, preventivi, dati consumi, dimensionamento FV, certificazioni/perizie, schede tecniche, comunicazioni GSE, documentazione fiscale e contabile.
Valutazione operativa: Molto utile per imprese energivore che investono in macchinari/innovazione e FV; inadatto se il cliente vuole solo pannelli.
Cliente ideale: Impresa manifatturiera/logistica/servizi con investimento produttivo 5.0 e consumi elettrici elevati.
Azione consigliata: Fare doppio check: ammissibilità beni 5.0 e dimensionamento energetico FV.
Esempio: Un’impresa acquista un nuovo macchinario e installa FV dimensionato sui consumi produttivi. Il beneficio è fiscale e agganciato al progetto produttivo.
Classificazione FV: FV integrato termico: FV e accumulo incentivabili solo con sostituzione di impianto di climatizzazione invernale esistente con pompa di calore elettrica e in autoconsumo.
Spiegazione: Il Conto Termico non finanzia FV elettrico puro. Il FV entra solo come intervento II.H congiunto a pompa di calore elettrica e con produzione dimensionata al fabbisogno dell’edificio.
Come proporlo: Da proporre quando il progetto nasce dalla sostituzione dell’impianto termico. Se il cliente vuole solo FV/accumulo, usare altri canali.
Tipologia: Nazionale/GSE – incentivo per efficienza energetica e produzione termica.
Ente gestore: GSE.
Area geografica: Italia.
Stato: Operativo / utilizzabile per interventi integrati ammissibili.
Livello di certezza: Alta: FAQ GSE specifica condizioni FV/accumulo.
Apertura: Conto Termico 3.0 operativo secondo DM vigente.
Scadenza: ND – non pubblicata alla data dell’aggiornamento; soggetta a regole GSE e portale.
Uscita prevista/stimata: ND – misura operativa.
Fonte ufficiale: https://assistenza.clienti.gse.it/csm/it/conto-termico-3-0-requisiti-impianto-fotovoltaico-e-accumulo?id=faq&numCat=1&sys_id=ad9c0c16fb5a325083f3f12c6eefdc12
Beneficiari: Soggetti ammessi al Conto Termico 3.0: PA, privati, imprese, ETS e altri soggetti secondo intervento.
Interventi ammessi: FV e sistemi di accumulo solo se realizzati congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore elettriche; assetto di autoconsumo.
Agevolazione: Incentivo GSE calcolato secondo regole Conto Termico 3.0 e intervento integrato.
Spese ammissibili: Pompa di calore elettrica, opere impiantistiche, FV e accumulo nei limiti dell’intervento II.H, progettazione, documentazione tecnica, bollette e consumi.
Limiti spesa: Energia elettrica prodotta dall’impianto FV non deve superare del 5% la somma dei consumi medi annui elettrici e dei consumi equivalenti associati all’uso termico; moduli e inverter nuovi; no revamping FV esistente.
Vincoli principali: Sostituzione impianto termico esistente; non ammesso con sistemi ibridi dell’intervento III.B; edificio e impianto termico esistente devono rispettare requisiti CT 3.0.
Documenti richiesti: Bollette, dati consumi, progetto termico, schede pompe di calore, schede FV/accumulo, asseverazioni, fatture, bonifici, foto, APE/diagnosi se richiesta, pratica GSE.
Valutazione operativa: Ottimo per decarbonizzazione termica, non per solo fotovoltaico.
Cliente ideale: Cliente con caldaia/impianto termico da sostituire con pompa di calore elettrica e FV a supporto dei consumi.
Azione consigliata: Partire dalla verifica dell’impianto termico esistente e dimensionare FV solo sul fabbisogno ammesso.
Esempio: Un agriturismo sostituisce la caldaia con pompa di calore elettrica e installa FV/accumulo per autoconsumo dell’edificio. Il FV è ammissibile solo dentro questo intervento integrato.


