Dopo mesi di attesa, è stato finalmente firmato dal ministro Urso il decreto attuativo dell’Iperammortamento 2026–2028 (che viene definito “Transizione 5.0”, creando un po’ di confusione con la misura omonima del 2024-2025 ) e che definisce nel dettaglio le regole operative per accedere al nuovo incentivo previsto dalla Legge n. 199/2025.
Il decreto dovrà poi essere approvato dal ministro Giorgetti e dalla Corte dei Conti.
Il provvedimento segna un ritorno deciso a uno strumento già noto alle imprese italiane, ma con una struttura profondamente rivista: più generoso nelle aliquote, ma anche più rigido sul piano procedurale e documentale.
Il perimetro della misura
L’incentivo riguarda gli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione digitale (Allegati IV e V) e gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, completati nel periodo:
1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028
La logica resta quella della maggiorazione del costo fiscale, rilevante ai fini delle quote di ammortamento o leasing.
Aliquote: ritorno a livelli molto elevati
Il decreto introduce un sistema a scaglioni:
- 180% fino a 2,5 milioni €
- 100% tra 2,5 e 10 milioni €
- 50% tra 10 e 20 milioni €
Un livello di incentivo che, sulla carta, torna estremamente competitivo rispetto agli ultimi strumenti disponibili.
Credito di imposta
È presente anche una parte di incentivo sotto forma di Credito d’imposta al 40% riservato a imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura per investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali all’attività produttiva:
- Aliquota del 40% del costo sostenuto per beni strumentali nuovi
- Limite massimo agevolabile: € 1.000.000 per impresa
- Utilizzo esclusivo in compensazione F24
- A partire dall’esercizio successive alla certificazione
- Nessun vincolo di annualità minime di compensazione
- Possibilità di fruizione estesa al 30/06/2027 per ordini con acconto entro 31/12/2026
In questo caso la criticità è la dotazione finanziaria limitata: € 1,4M nel 2026 e € 700K nel 2027
Quindi la platea di beneficiari sarà molto ristretta (si stimano circa 30 – 40 macchinari agricoli agevolabili in tutta Italia!).
Cambia tutto lato operativo
1. Perizia obbligatoria sempre
Viene eliminata la soglia dei 300.000 €:
la perizia asseverata diventa obbligatoria per tutti gli investimenti, senza eccezioni.
È una svolta rilevante, che aumenta costi e responsabilità per le imprese.
2. Certificazione contabile generalizzata
Anche le aziende non soggette a revisione legale dovranno dotarsi di una certificazione contabile esterna.
Tradotto: ulteriore costo e maggiore formalizzazione.
3. Stop (di fatto) al software in cloud
Scompare il riferimento ai software in modalità SaaS tra i beni agevolabili.
L’incentivo torna quindi a privilegiare asset “tradizionali” rispetto ai modelli a servizio, in controtendenza rispetto al modello che privilegia i costi operativi in luogo di quelli in capitale per talune tipologie di beni e che fa marcia indietro rispetto a quanto accadeva negli anni scorsi con il Credito di Imposta.
4. Addio (quasi totale) al “Made in Europe”
Il vincolo viene eliminato per la maggior parte dei beni,
resta solo per il fotovoltaico (moduli iscritti registro ENEA, di fatto ad oggi un monopolio di 3Sun).
5. Energia rinnovabile: regole più stringenti
Gli impianti devono rispettare criteri precisi:
- produzione max: 105% del fabbisogno
- sistemi di accumulo ammessi solo se abbinati a nuovi impianti
- costi massimi definiti per kW
Quindi meno libertà progettuale, più vincoli tecnici.
Il vero cambio di paradigma: la burocrazia
Il decreto introduce un sistema articolato di comunicazioni al GSE.
Le 3 fasi principali:
- Comunicazione preventiva
- Comunicazione di conferma (con acconto ≥ 20%)
- Comunicazione di completamento
A queste si aggiungono due nuovi obblighi annuali:
- entro 20 gennaio → monitoraggio investimenti e utilizzo
- entro 30 giugno → piano di ammortamento e quote incentivo
Totale: 5 comunicazioni obbligatorie.
Il mancato rispetto dei termini comporta perdita del beneficio.
Quando si può iniziare a fruire del beneficio?
Per l’iperammortamento la maggiorazione decorre:
- dal periodo d’imposta in cui viene inviata la comunicazione di completamento
- a condizione che il bene sia entrato in funzione
- solo dopo l’esito positivo del GSE.
Controlli e rischi: attenzione alta
Il sistema di controllo è rafforzato:
- verifiche GSE + Agenzia Entrate
- obbligo di conservazione documentale completo
- decadenza anche retroattiva in caso di violazioni
Tra i principali rischi che possono incontrare le imprese:
- cessione anticipata del bene
- documentazione incompleta
- errori nelle comunicazioni
Con recupero del beneficio più sanzioni e interessi.
Cosa cambia per le imprese
L’impressione, al netto della comunicazione istituzionale, è piuttosto netta:
- Più incentivo fiscale (anche significativo)
- Molta più complessità operativa
- Più costi indiretti (perizie, revisori, gestione pratica)
- Maggior rischio di errore procedurale
L’Iperammortamento 2026–2028 rappresenta un ritorno a uno strumento potente, ma profondamente diverso dal passato.
Non è più una misura “automatica”: diventa un processo strutturato, da gestire con attenzione quasi progettuale.
Chi saprà pianificare correttamente potrà ottenere benefici rilevanti.
Chi improvvisa, rischia semplicemente di perderli.


