Industria 4.0: si liberano nuove risorse per le imprese in lista d’attesa. Attenzione alle PEC e alla scadenza del 15 settembre
Una buona notizia per diverse imprese che, negli ultimi mesi del 2025, avevano presentato la comunicazione preventiva per investimenti in beni materiali Transizione 4.0 quando le risorse disponibili risultavano ormai esaurite.
In questi giorni alcune aziende stanno infatti ricevendo dal GSE la comunicazione relativa alla nuova disponibilità delle risorse.
Si tratta di un passaggio particolarmente importante perché consente alle imprese che erano rimaste in lista d’attesa di proseguire e perfezionare la procedura per l’accesso al credito d’imposta.
Una notizia che accogliamo quindi molto positivamente: nuove risorse vengono rese disponibili per investimenti che le imprese avevano programmato e, in molti casi, già realizzato confidando nella misura Transizione 4.0.
Ma proprio perché siamo nel mese di agosto, è necessario prestare particolare attenzione.
L’esaurimento delle risorse nel novembre 2025
Per gli investimenti in beni materiali 4.0 effettuati nel 2025 – e per quelli completabili entro il 30 giugno 2026 alle condizioni previste dalla normativa – la Legge di Bilancio 2025 aveva introdotto un tetto complessivo di 2,2 miliardi di euro.
L’11 novembre 2025 era stato comunicato l’esaurimento di tale plafond.
La procedura, tuttavia, prevedeva che le comunicazioni preventive trasmesse successivamente all’esaurimento delle risorse rimanessero valide e che, in caso di nuova disponibilità, il GSE ne desse comunicazione alle imprese seguendo l’ordine cronologico delle comunicazioni preventive.
Ed è esattamente ciò che sta avvenendo.
Diverse imprese precedentemente collocate in lista d’attesa stanno ricevendo la comunicazione della disponibilità delle risorse e possono quindi proseguire l’iter.
Agosto, ferie e PEC: attenzione a non perdere la comunicazione
C’è però un aspetto pratico che non deve essere sottovalutato.
Le comunicazioni stanno arrivando nel mese di agosto, quando molte aziende sono chiuse o operano con personale ridotto per le ferie estive.
Il nostro primo suggerimento è quindi estremamente semplice: controllare con particolare attenzione la PEC aziendale e le comunicazioni provenienti dal GSE.
La comunicazione di disponibilità delle risorse non deve essere considerata una semplice informativa.
Da quella comunicazione, infatti, riparte concretamente la procedura e decorrono termini che richiedono un intervento da parte dell’impresa.
È quindi opportuno che anche durante il periodo di chiusura estiva sia assicurato un presidio della PEC aziendale.
Non si passa direttamente alla comunicazione di completamento
Questo è probabilmente il punto sul quale occorre richiamare maggiormente l’attenzione.
Per le imprese che erano rimaste in lista d’attesa, la comunicazione del GSE sulla disponibilità delle risorse non significa che si possa procedere direttamente alla comunicazione di completamento.
Deve essere rispettata la sequenza prevista dalla procedura.
Dopo la comunicazione preventiva occorre infatti trasmettere anche la comunicazione preventiva con acconto, cioè la comunicazione di conferma contenente la data e l’importo del pagamento che consente di raggiungere almeno il 20% del costo dell’investimento.
Per le imprese che si trovavano in situazione di indisponibilità delle risorse, il termine di 30 giorni decorre dalla comunicazione del GSE che informa della nuova disponibilità.
A seguito del decreto direttoriale MIMIT del 31 luglio 2026, per le imprese in lista d’attesa che ricevono ora tale comunicazione la conferma dell’acconto deve essere presentata:
entro 30 giorni dalla comunicazione del GSE e, comunque, non oltre il 15 settembre 2026.
Successivamente dovrà essere presentata la comunicazione di completamento, anch’essa entro il 15 settembre 2026.
È quindi fondamentale non saltare il passaggio intermedio della conferma dell’acconto.
15 settembre 2026: una scadenza molto vicina
Il decreto direttoriale MIMIT del 31 luglio 2026 ha prorogato al 15 settembre 2026 il termine per le comunicazioni di completamento relative agli investimenti interessati dalla proroga.
Per le imprese in lista d’attesa che ricevono la comunicazione di nuova disponibilità delle risorse, il 15 settembre assume quindi una rilevanza ancora maggiore, perché rappresenta il termine entro cui deve essere perfezionato l’iter previsto.
Il periodo disponibile è particolarmente ristretto.
Tra la pausa estiva, la necessità di verificare la situazione dell’investimento e la predisposizione delle comunicazioni, settembre arriverà molto velocemente.
Il consiglio è pertanto di non attendere il rientro generalizzato dalle ferie per verificare lo stato della pratica.
Cosa significa realmente “completamento dell’investimento”?
Un altro punto sul quale riscontriamo frequentemente confusione riguarda il significato della parola “completamento”.
La comunicazione di completamento GSE non deve essere confusa con la perizia tecnica 4.0.
Sono due concetti differenti.
Ai fini dell’individuazione del momento di effettuazione dell’investimento occorre fare riferimento alle regole generali di competenza fiscale previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, del TUIR, principio più volte richiamato anche dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito delle agevolazioni Industria e Transizione 4.0.
Per i beni mobili acquistati in proprietà, in via generale, l’investimento si considera effettuato alla data della consegna o spedizione, oppure, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale.
La stessa Agenzia delle Entrate ha ribadito che il momento di effettuazione degli investimenti ai fini delle agevolazioni sui beni strumentali deve essere individuato facendo riferimento all’art. 109 del TUIR.
Per altre modalità di realizzazione dell’investimento – ad esempio appalto, leasing o beni realizzati in economia – devono essere applicati i rispettivi criteri previsti dalla normativa e dalla prassi.
Questo significa soprattutto una cosa:
la data di completamento dell’investimento non coincide necessariamente con la data della perizia 4.0 e nemmeno con la data dell’interconnessione.
La perizia serve ad attestare la sussistenza dei requisiti tecnici previsti dalla disciplina 4.0 e, quando richiesto, l’avvenuta interconnessione.
Il “completamento” dell’investimento utilizzato ai fini della comunicazione riguarda invece il momento di effettuazione dell’investimento determinato secondo le regole fiscali applicabili.
Confondere questi due momenti può portare a indicare una data errata nella comunicazione.
Cosa suggeriamo alle imprese interessate
Alle aziende che avevano presentato una comunicazione preventiva dopo l’esaurimento delle risorse del novembre 2025 suggeriamo quindi di verificare immediatamente:
la PEC aziendale e le eventuali comunicazioni ricevute dal GSE;
la data della comunicazione di nuova disponibilità delle risorse;
l’avvenuto pagamento dell’acconto richiesto e la documentazione che lo dimostra;
la necessità di presentare la comunicazione preventiva con acconto prima della comunicazione di completamento;
la corretta individuazione della data di completamento dell’investimento secondo l’art. 109 del TUIR;
il rispetto del termine finale del 15 settembre 2026.
Una buona notizia, da trasformare rapidamente in un’opportunità concreta
Il reperimento di nuove risorse rappresenta certamente un segnale positivo.
Consente a numerose imprese che avevano programmato investimenti 4.0 e che erano rimaste escluse per l’esaurimento del plafond di poter finalmente proseguire verso il riconoscimento e la successiva fruizione del credito d’imposta.
Ma la disponibilità delle risorse, da sola, non conclude il procedimento.
Occorre perfezionare correttamente e tempestivamente la procedura.
E quest’anno il calendario rende tutto un po’ più delicato: le comunicazioni stanno arrivando nel pieno delle ferie estive e il 15 settembre 2026 è molto più vicino di quanto possa sembrare.
Per questo, almeno per le imprese che avevano presentato la prenotazione dopo l’esaurimento delle risorse, durante queste settimane la PEC aziendale merita decisamente un controllo in più.


