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Nuova Transizione 5.0 2026–2028: firmato il decreto attuativo

Il decreto attuativo dell’Iperammortamento 2026–2028 introduce un incentivo potenziato per investimenti in beni strumentali digitali e impianti da fonti rinnovabili, con aliquote fino al 180%. La misura prevede però requisiti più stringenti: perizia sempre obbligatoria, certificazione contabile esterna, più vincoli tecnici e 5 comunicazioni al GSE.

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Audit 4.0 & 5.0: la soluzione per mettere al sicuro il tuo credito d’imposta

Hai investito in macchinari o impianti tecnologici accedendo alle agevolazioni del Piano Industria/Transizione 4.0 o del Piano Transizione 5.0. Hai ottenuto la perizia, hai applicato il credito d’imposta. Fin qui tutto bene. Ma sei sicuro che il tuo diritto a quella agevolazione sia ancora intatto oggi? Ci abbiamo pensato noi con il servizio Audit e Mantenimento requisiti 4.0 & 5.0

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Transizione 5.0 a gennaio 2026: progetti nel limbo, cosa devono fare le imprese

A inizio 2026 molte imprese sono in attesa di conferma sui fondi Transizione 5.0: le risorse non bastano a coprire tutte le domande e molte restano in lista d’attesa senza diritto acquisito. Alcuni progetti saranno finanziati, altri no. Non esistono migrazioni automatiche verso altre misure: le aziende devono gestire l’incertezza, mantenere le pratiche attive e preparare alternative per il 2026.

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Manovra 2026: cosa cambia per Industria 4.0 e Transizione 5.0

La Manovra 2026 prospetta il ritorno dell’iperammortamento, sostituendo i crediti d’imposta 4.0 e 5.0 dopo un biennio estremamente instabile. Il nuovo schema prevede maxi-deduzioni su investimenti 2026, con linea 4.0 e linea “green” legata a risparmi energetici e rinnovabili. Restano nodi su Allegati A/B, decreto attuativo e tempi.

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Transizione 4.0, 5.0 e il corto circuito delle comunicazioni GSE

L’incertezza delle imprese nella scelta tra Transizione 4.0 e 5.0 è più legata alle comunicazioni del GSE che alla norma. Dopo il divieto di cumulo e la difficoltà di stabilire una scadenza per l’obbligo di optare, emergono integrazioni con scadenze incoerenti tra PEC e portale, e richieste talvolta non allineate allo stato dei progetti. Canali multipli, bug di piattaforma e risorse ridotte aumentano pressione e rischio di errore.

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Ci siamo cascati di nuovo

Le imprese con doppia prenotazione T4.0 e T5.0 hanno scoperto, poco prima della presunta scadenza del 27 novembre, che la scelta e l’eventuale rinuncia devono ora essere formalizzate tramite DSAN entro 5 giorni dalla PEC del GSE. La procedura è complessa. Un cambio improvviso che ha messo in difficoltà aziende e consulenti.

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Se ti arriva una PEC come questa, sei pronto a fare una scelta?

Il Decreto del 21 novembre 2025 obbliga le imprese con doppia prenotazione a scegliere tra Transizione 4.0 e 5.0, con scadenze strettissime e possibili rinunce formali entro 5 giorni. Una decisione che può far perdere risorse o ridurre il beneficio se presa senza analisi tecnica.
Cosa faremmo noi professionisti se fossimo degli imprenditori?

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