L’importanza di arrivare prima

L’importanza di arrivare prima 

Certo, il titolo può essere interessante e condivisibile. 
Ma “arrivare prima” di chi? O di cosa?

La risposta può essere: anche di noi stessi, cercando di cambiare le nostre abitudini e le nostre consuetudini.

Nel mondo industriale italiano esiste una differenza profonda tra chi investe per necessità e chi investe per strategia.

 L’Iperammortamento 2026 premia chi programma 

La Manovra 2026 – Legge 30 dicembre 2025 n. 199 – ha introdotto un nuovo impianto di iperammortamento che sostituisce i precedenti modelli Transizione 4.0 e 5.0, ridefinendo tempi, perimetro e condizioni di accesso all’incentivo.

Il messaggio implicito della norma è chiaro: 
non vince chi arriva, ma chi arriva prima.

 

1) Il tempo è una variabile fiscale 

Il decreto attuativo chiarisce un punto fondamentale: l’agevolazione riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, e per “effettuazione” si intende quanto previsto dall’art. 109 TUIR:

  • per i beni mobili → rileva la data di consegna o spedizione
  • oppure la data di trasferimento della proprietà se successiva 

Questo significa che: 

  • Non basta deliberare l’investimento. 
  • Non basta firmare l’ordine. 
  • Occorre pianificare consegna, interconnessione e messa in funzione. 

Chi programma per tempo governa il calendario. 
Chi aspetta subisce il calendario.

 

2) Non tutti i beni sono uguali: la selezione è tecnica 

L’iperammortamento 2026 si applica ai beni: 

  • Materiali dell’Allegato IV
  • Immateriali dell’ Allegato V

Beni materiali (Allegato IV)

Le macchine devono rispettare requisiti precisi: 

  • Controllo CNC/PLC 
  • Interconnessione ai sistemi di fabbrica 
  • Integrazione automatizzata 
  • Interfaccia HMI evoluta 
  • Conformità sicurezza 

E almeno due caratteristiche cyber-fisiche (telemanutenzione, monitoraggio continuo, digital twin, ecc.)

Qui emerge un primo punto cruciale: 
la verifica tecnica non può essere fatta “a posteriori”.

 

3) Il ruolo strategico dei consulenti 4.0: progettisti del cambiamento 

Uno degli errori più frequenti è coinvolgere il consulente 4.0 solo al momento della perizia. 

Questo approccio è profondamente inefficiente. 

Il consulente specializzato in Industria 4.0 non è un mero validatore. Dovrebbe invece essere coinvolto: 

  • nella fase di definizione del layout produttivo, 
  • nella scelta del modello macchina, 
  • nella progettazione dell’architettura di interconnessione, 
  • nella valutazione dell’integrazione MES/ERP, 
  • nella pianificazione della documentazione tecnica. 

Perché?

Perché i requisiti dell’Allegato IV non sono semplici caratteristiche commerciali: sono condizioni strutturali che incidono sul modo in cui l’impianto viene progettato e integrato.

Interpellare il consulente per tempo consente di: 

  • evitare investimenti non conformi 
  • evitare costosi retrofit successivi
  • strutturare correttamente l’interconnessione
  • progettare la raccolta dati fin dall’inizio
  • massimizzare l’efficienza del processo produttivo

L’iperammortamento diventa così un’occasione per: 

  • ridisegnare flussi, 
  • migliorare OEE,
  • ridurre colli di bottiglia, 
  • introdurre manutenzione predittiva, 
  • integrare analytics e AI industriale 

Chi chiama il consulente a novembre cerca una firma. 
Chi lo coinvolge a gennaio costruisce un sistema.

 

4) Il tema “Made in EU”: pianificazione documentale 

La Legge 199/2025 richiede che i beni siano prodotti in UE o SEE (Spazio Economico Europeo).

Tuttavia nel corso dell’edizione 2026 di Telefisco (5 febbraio 2026), il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha annunciato che l’obiettivo del governo è eliminare questa restrizione.

Non essendoci però state novità e non essendo stato pubblicato il decreto attuativo, ad oggi la Legge 199/25 impone: 

  • certificato di origine della Camera di Commercio 
    oppure
  • dichiarazione del produttore ai sensi del DPR 445/2000 

Esiste un modello specifico di dichiarazione con distinzione tra: 

  • bene integralmente ottenuto 
  • ultima trasformazione sostanziale (con obbligo di documentazione tecnica) 

Anche qui il consulente 4.0 gioca un ruolo chiave: 

  • verifica preventiva della filiera, 
  • analisi della distinta base, 
  • controllo della documentazione tecnica, 
  • prevenzione del rischio di decadenza. 

La pianificazione anticipata evita criticità post-investimento. 

 

5) L’errore tipico: investire per “fare il bonus” 

Molte imprese decidono di investire a fine anno, quando vedono l’utile. 

Ma l’iperammortamento 2026 non è un correttivo fiscale: è uno strumento di politica industriale con una finestra temporale precisa: 
1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028

Se il consulente entra solo alla fine: 

  • non ottimizza il processo, 
  • non migliora l’integrazione, 
  • non crea valore industriale. 

Se entra all’inizio: 

  • costruisce un progetto coerente, 
  • integra tecnologia e organizzazione, 
  • trasforma un incentivo fiscale in leva competitiva.

 

Arrivare prima significa decidere di trasformarsi 

La Manovra 2026 non premia la fretta. 
Premia la programmazione.

L’iperammortamento 2026 richiede: 

  • pianificazione tecnica, 
  • progettazione digitale, 
  • verifica normativa, 
  • gestione documentale. 

Ma soprattutto richiede una scelta culturale: coinvolgere le competenze giuste prima di investire, non dopo. 

Il consulente 4.0 non è il certificatore finale. È il regista della trasformazione.

Nel nuovo paradigma industriale italiano, la vera differenza competitiva non è accedere all’incentivo, bensì usarlo per ridisegnare il sistema produttivo e questo può farlo solo chi decide di arrivare prima. 

Noi di Innovation Machine siamo al Vostro fianco, perchè insieme abbiamo più possibilità di arrivare prima!

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